Torino, 07 Maggio 2021

Segnali positivi per il mercato vitivinicolo piemontese

Le tematiche affrontate nel Forum di Gourmet sono numerose e spaziano dalla tecnologie più innovative per i macchinari e le attrezzature professionali all’e-commerce e alle possibilità di promozione attraverso il web-marketing. Tra i grandi protagonisti non potrà mancare il vino. Il settore vitivinicolo infatti, nonostante il contesto economico e finanziario internazionale dove permangono difficoltà, in Italia continua a reggere bene, soprattutto sui mercati esteri.

I dati sulla situazione del mercato vitivinicolo piemontese, divulgati in questi giorni dalla Regione in vista della partecipazione a Vinitaly, in programma dal 22 al 25 marzo a Verona, saranno uno dei punti di partenza per le riflessioni e i tavoli di lavoro del Forum di Gourmet dove i professionisti del vino si incontreranno e confronteranno sulle tematiche più attuali.

Riportiamo di seguito alcune estratti della comunicazione della Regione Piemonte.

In un contesto economico e finanziario internazionale dove permangono difficoltà, il vino italiano continua a reggere bene, soprattutto sui mercati esteri, come confermano i dati sull’export che, anche nel 2014, in continuità con gli ultimi anni, seppur più ridotto, mantiene il segno positivo sul valore, raggiungendo i 5,1 miliardi di euro, con un + 1,2% sul 2013.

Il Piemonte, regione vitivinicola d’eccellenza, è parte rilevante di questo processo, con i suoi grandi vini, tutelati da ben 18 DOCG e 42 DOC, che sono apprezzati in tutto il mondo. Sui mercati esteri va circa il 60% dei vini piemontesi, per un valore che nel 2014 è stato di circa 1,04 miliardi di euro (+ 4% sul 2014), più alta di quella nazionale. Sulle tavole del mondo, in grandi numeri, vanno 56 milioni di bottiglie d’Asti DOCG su una commercializzazione totale di 66 milioni (85%), 18,5 milioni di bottiglie di Moscato d’Asti, su 21 milioni (88%), 9 milioni di bottiglie di Barolo su 12,7 milioni (75%), 2,7 milioni di Barbaresco su 4,3 milioni (65%), 12 milioni di Barbera d’Asti su 23 milioni (51%), 10,4 milioni di Gavi su 13 milioni (80%), 2,6 milioni di Roero Arneis su 5,2 milioni (50%), 1,8 milioni di Brachetto d’Acqui su 4,5 milioni (40%).

Ma la fama e il prestigio dei vini piemontesi lo si deve anche al valore aggiunto che deriva dal loro profondo legame con i territori che lo producono e lo propongono; quei luoghi dove la vitivinicoltura ha modellato e ispirato il paesaggio agrario e rurale; in particolare i fascinosi paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, che pochi mesi fa hanno avuto il riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Il comunicato completo COMUNICATO STAMPA Vinitaly 2015.pdf