Alla Norvegia lo scettro della gastronomia europea al Bocuse d'Or di Torino

Con la selezione europea del Bocuse d'Or 2018, Torino è stata per due giorni la capitale della grande gastronomia. L’11 e 12 giugno al Lingotto Fiere, nell’ambito del salone professionale Gourmet Expoforum, di fronte ai 1300 spettatori che hanno animato le tribune del palazzetto Oval, 20 chef provenienti da tutta Europa si sono affrontati per salire sul podio continentale nonché per conquistarsi il posto alla finale mondiale del più prestigioso concorso di gastronomia al mondo, in programma a Lione nel gennaio 2019.

Tra loro, il ventottenne Christian André Pettersen dalla Norvegia ha convinto la giuria presieduta dagli Chef Jérôme Bocuse, Tamás Széll, Carlo Cracco ed Enrico Crippa, grazie alla sua marcata creatività e alla capacità tecnica utilizzate per sublimare prodotti semplici, ma di altissima qualità, della tradizione piemontese e italiana. Si tratta della seconda vittoria per la Norvegia nella storia della sfida europea, a riconferma l’eccellenza qualitativa della gastronomia del paese nordico. Ma è l’intera scuola scandinava a dettare legge, con i gradini più bassi del podio conquistati dalla Svezia, al secondo posto con Sebastian Gibrand, e dalla Danimarca che si aggiudica la medaglia di bronzo grazie a Kenneth Toft-Hansen.

Insieme a loro tre, le altre nazioni ad aver ottenuto il pass per la finale assoluta del Bocuse d’Or in programma, come sempre, nel contesto del salone Sirha di Lione, sono stata la Finlandia, la Francia, il Belgio, la Svizzera, l’Ungheria, l’Islanda e il Regno Unito. E l’Italia? Al beniamino di casa, lo chef azzurro Martino Ruggieri, sostenuto durante per tutto il tempo della sua prova da un appassionato e coinvolgente tifo sugli spalti, è stata assegnata una “wild card”, che gli dà accesso alla finale mondiale di Lione pur avendo chiuso la prova subito fuori dalle prime dieci posizioni.

Fra i premi speciali della competizione, l’Italia ha però conquistato il premio per il “miglior commis” grazie alla maestria di Curtis Mulpas, mentre la prova “al piatto” è stata ad appannaggio dello chef francese Matthieu Otto e quella “al vassoio” è andata al finlandese Ismo Sipelainen.

Con la selezione europea del Bocuse d’Or 2018 Torino è stata per due giorni la capitale della grande gastronomia. L’11 e 12 giugno al Lingotto Fiere, nell’ambito del salone professionale Gourmet Expoforum, di fronte a 1300 spettatori entusiasti che hanno animato le tribune del palazzetto Oval, 20 chef provenienti da tutta Europa si sono affrontati per salire sul podio continentale nonché per conquistarsi il posto alla finale mondiale del più prestigioso concorso di gastronomia al mondo, in programma a Lione nel gennaio 2019.

Tra loro, il ventottenne Christian André Pettersen dalla Norvegia ha convinto la giuria presieduta dagli Chef Jérôme Bocuse, Tamás Széll, Carlo Cracco ed Enrico Crippa, grazie alla sua marcata creatività e alla capacità tecnica utilizzate per sublimare prodotti semplici, ma di altissima qualità, della tradizione piemontese e italiana. Si tratta della seconda vittoria per la Norvegia nella storia della sfida europea, a riconferma l’eccellenza qualitativa della propria gastronomia. Ma è l’intera scuola scandinava a dettare legge, con i gradini più bassi del podio conquistati dalla Svezia, al secondo posto con Sebastian Gibrand, e dalla Danimarca che conquista la medaglia di bronzo grazie a Kenneth Toft-Hansen.

Insieme a loro tre, le altre nazioni ad aver ottenuto il pass per la finale assoluta del Bocuse d’Or in programma, come sempre, nel contesto del salone Sirha di Lione, sono stata la Finlandia, la Francia, il Belgio, la Svizzera, l’Ungheria, l’Islanda e il Regno Unito. E l’Italia? Al beniamino di casa, lo chef azzurro Martino Ruggieri, sostenuto durante la sua prova a Torino da un appassionato e coinvolgente tifo sugli spalti, è stata assegnata una “wildcard”, che gli dà accesso alla finale mondiale di Lione pur avendo chiuso la prova subito fuori dalle prime dieci posizioni.

Fra i premi speciali della competizione, l’Italia ha però conquistato il premio per il “miglior commis” grazie alla maestria diCurtis Mulpas, mentre la prova “al piatto” è stata ad appannaggio dello chef francese Matthieu Otto e quella “al vassoio” al finlandese Ismo Sipelainen.